Capodogli alle Egadi

Ancora belle notizie provenienti dalle zone visitate dal Sapito!

capodogli

Avvistati tre capodogli nelle acque dell’Area marina protetta

Tre esemplari di capodoglio sono stati avvistati ieri nelle acque dell’Area marina protetta “Isole Egadi”. Dopo la segnalazione giunta alla sala operativa della Capitaneria di Porto da parte di uno yacht in navigazione da Marettimo a Favignana, la motovedetta CP562 si è portata in zona e ha avvistato tre splendidi esemplari di capodoglio. Si tratta di una specie che da molto tempo non transitava nelle acque delle Egadi. L’avvistamento è stato comunicato all’Istituto zooprofilattico siciliano e alla direzione dell’Area marina protetta. La sala operativa della Capitaneria di Porto di trapani ha subito provveduto ad effettuare un avviso urgente ai naviganti segnalando la posizione dei tre capodogli ad aliscafi, unità commerciali ed unità da diporto invitandoli a prestare attenzione durante la navigazione. Due dei tre esemplari superavano la lunghezza di dodici metri, mentre il terzo era lungo “solamente” sei metri.
La direzione dell’Area marina protetta ha ricordato che esiste un codice di condotta in presenza di cetacei, secondo il quale è individuata una fascia di osservazione, entro la distanza di 100 metri
dagli esemplari avvistati, ed una fascia di avvicinamento entro 300 metri dagli stessi. Non è consentito avvicinarsi a meno di 50 metri dagli animali, né è consentito immergersi e stazionare all’interno di un gruppo di cetacei, separando anche involontariamente individui o gruppi di individui dal gruppo principale. La navigazione è consentita alla velocità massima di 5 nodi, non è consentito l’avvicinamento frontale agli animali e che non è consentito interferire con il normale comportamento degli animali, in particolare in presenza di femmine con cuccioli.
“Si tratta di avvistamenti di grande rilevanza” è stato il commento del direttore dell’Amp Stefano Donati, che aggiunge: “Raccomandiamo ai diportisti di moderare sempre la velocità all’interno dell’Area marina protetta per evitare collisioni accidentali con cetacei e tartarughe marine che, specie nella stagione estiva, sono presenti nelle acque delle Egadi”.
“E’ un evento eccezionale – ha ribadito il vice sindaco di Favignana Vincenzo Bevilacqua – e vedere i capodogli proprio sotto costa è stata una grande sorpresa. Ieri erano a mezzo miglio dallo Scalo Vecchio. L’episodio è il frutto della sinergia e dell’equilibrio creato con l’Area marina protetta che ha favorito la presenza sotto costa dei cetacei”.

Scritto il 19 agosto 2013 da  su Trapani Oggi. Articolo reperibile all’indirizzo http://www.trapanioggi.it/avvistati-tre-capodogli-nelle-acque-dellarea-marina-protetta/

Capodogli-VideoGuardiaCostiera

Sul sito di Repubblica Palermo è disponibile un video della Guardia Costiera: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/08/20/news/tre_capodogli_alle_isole_egadi_ecco_il_video_dell_avvistamento-65038270/

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C’è un tesoro sotto il mare di Calabria

Venivano dalla Turchia, e forse sarebbero serviti per abbellire qualche edificio delle città dell’Impero romano, forse proprio Roma. Chissà quali fregi, quali colonne e quali pavimenti sarebbero andati a comporre se fossero arrivati a destinazione. Stiamo parlando delle 350 tonnellate di marmi ritrovate al largo della baia di Punta Scifo, in Calabria, esplorate attraverso una campagna di indagini sottomarine messe in atto dall’Università Ca’ Foscari. La scoperta è stata effettuata da un gruppo di studenti dell’ateneo veneziano, coordinati dai professori Carlo Beltrame e Salvatore Medaglia, e le analisi petrografiche e isotopiche compiute da Lorenzo Lazzarini dello IUAV di Venezia, hanno dimostrato sui campioni prelevati che i materiali litici del relitto sono costituiti da marmo proconnesio di due diverse cave dell’isola di Marmara, in Turchia. Un altro tassello di cultura, stavolta sommersa veramente, che si scopre nella penisola, e della quale l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, ha dichiarato l’intenzione di progettare un parco archeologico sottomarino visitabile da sub e per mezzo di barche a fondo trasparente. E a proposito di barche, si stima un “record”, purtroppo non verificabile, per l’imbarcazione che avrebbe trasportato i blocchi: l’ingegnere navale Simone Parizzi, ha calcolato che, in base alla mole marmorea lo scafo non dovrebbe essere stato meno lungo 40 metri, con una larghezza di oltre 14. Una dimensione che collocherebbe questa nave tra le più grandi imbarcazioni che il mondo antico ci abbia restituito, e di cui le 350 tonnellate sarebbero il massimo peso conosciuto per un trasporto di marmi antichi.

Dal sito di Exibart, http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=40531

Due cannoni del XV secolo recuperati a Le Castella

Bella notizia amici!

(AGI) – Crotone, 16 lug. – I militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e del Comando Provinciale di Crotone, hanno rinvenuto due cannoni petrieri concrezionati, in ottimo stato di conservazione, risalenti al XV secolo. Le attivita’ di recupero, coordinate dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, sono state eseguite grazie al prezioso ausilio del personale dell’area marina protetta “Capo Rizzuto”. I reperti archeologici, in attesa di essere sottoposti ad un ciclo di desalinizzazione, saranno custoditi in idonei ambienti della sede operativa dell’Area Marina Protetta di “Le Castella”. Il ritrovamento, di assoluta importanza scientifica, testimonia, ancora una volta, la ricchezza del patrimonio archeologico sottomarino delle coste calabresi ed e’ frutto della sinergica attivita’ di vigilanza svolta dall’Arma, dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria e dagli enti preposti alla tutela dell’area marina di Isola Capo Rizzuto. (AGI) Ros

Dall’Agenzia di stampa AGI: http://www.agi.it/catanzaro/notizie/201307160942-cro-rcz1008-recuperati_in_mare_a_le_castella_due_cannoni_del_xv_secolo