Sapito inizia le navigazioni in Pacifico

Ci eravamo lasciati con Sapito all’ancora alla Playta, alla fine del canale, vicino alla città di Panama, in attesa del rientro di Luca dall’Italia. Questo ancoraggio piuttosto frequentato, caratterizzato da grandi escursioni di marea, fino a tre/quattro metri, si è rivelato scomodo per le molte onde delle barche e navi di passaggio, e con un’acqua molto sporca e fredda.
Ciò ha fatto accelerare i tempi di preparazione della barca per la successiva lunga ed impegnativa navigazione che dovrà portare il catamarano fino alle isole Tuamotu, con circa 4500 miglia da percorrere.
Ma andiamo per ordine: prima cosa da completare una mega cambusa che dovrà bastare, esclusa la parte fresca, fino a novembre, viste le scarse e assurdamente care possibilità di reperimento di ogni genere nei prossimi luoghi che toccheremo.
Poi cambio completo delle sette batterie servizi, che avevano dimostrato una certa stanchezza. Quindi grande rifornimento di carburanti per la traversata fino alle Galapagos. Alla fine la barca galleggia a stento, visto il gran carico imbarcato. Troviamo anche il tempo per una veloce visita alla città,

con il Casco Antiguo, la parte vecchia, non priva di fascino visti i grandi interventi di restauro e di riqualificazione che le autorità stanno stimolando.
Quindi, alla vigilia di Pasqua, partenza per le vicine isole Las Perlas. Si tratta di un piccolo arcipelago quasi totalmente disabitato, a qualche decina di miglia da Panama, caratterizzato da una natura aspra e selvaggia ed un mare torbido, ma molto pescoso.

Qualche giorno quindi di pieno relax, dediti alla pulizia della carena, necessaria visti i pesanti controlli che dovremo subire arrivati alle Galapagos, ed ad una pesca a tratti miracolosa. Vari infatti gli spanish macarel, palamite, tonnetti, oltre ad uno spettacolare cubera snapper ( simile al nostro dentice) da record, con un metro di lunghezza ed oltre undici chili di peso. Gran bella roba per la nostra cambusa!

Quindi il grande balzo per le Galapagos, che vede Sapito impelagato nei famosi doldrums, le calme equatoriali, con una navigazione con pochi venti capricciosi, quasi solo di bolina, con molto motore. Oltre agli ospiti piumati a bordo,

da registrare l’avvistamento di vari delfini e globicefali, oltre ad un inatteso incontro con una lancia di pescatori ad oltre duecentocinquanta chilometri dalla più vicina costa, riconoscenti per le birre ed i biscotti donati.

N solo pesce catturato, un bel tonno pinne gialle di circa 4 chili,

(comunque il frigo è ancora pieno delle precedenti catture!), a parte l’abboccata di un bellissimo marlin, fuggito con l’esca dopo essersi esibito in spettacolari salti fuor d’acqua.
Nell’ultima notte di navigazione da registrare il festeggiamento per il passaggio dell’equatore in barca, che sancisce l’entrata ufficiale nei mari del sud.

Durata complessiva dell’attraversata sette giorni edue ore, per un totale di circa novecento miglia percorse.
Ora qualche ulteriore rifornimento di carburanti e cibo fresco, poi qualche giorno di doverose visite a queste isole così particolari, quindi il grande balzo verso la Polinesia, con più di tremila miglia da percorrere, la più ampia tratta di tutto il giro del mondo, che vedrà l’equipaggio di Sapito in mare per circa venti giorni, con prima terra toccata le isole Marchesi.
Da giugno poi saremo fissi fino a novembre alle isole Tuamotu, paradiso dei subacquei. Chi volesse venire a trovarci si affretti a contattarci, usando i riferimenti nella voce contatti del sito. Ciao e a presto!

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