Sapito ai Caraibi (3): Venezuela

…e dopo Grenada l’equipaggio di Sapito si è trovato di fronte ad una scelta difficile: visitare o no il Venezuela, con tutti i suoi contrasti ed i suoi pericoli. Molti erano stati coloro che avevamo contattato per capire effettivamente quali potessero essere i reali problemi che avremmo potuto incontrare. Alla fine, timorosi per i vari atti di pirateria e di delinquenza segnalatici, abbiamo optato per una soluzione di compromesso: avremmo visitato solo le isole esterne del Venezuela, cercando di entrare in contatto meno possibile con le popolazioni locali ed evitando di entrare ufficialmente nel paese.
Presa la decisione, l’itinerario si è automaticamente definito. Prima tappa, ad una novantina di miglia da Grenada, le piccole isolette de Los Testigos.
Qualche decina di miglia dopo Grenada, abbiamo notato un evidente cambiamento del colore delle acque del mare, tendenti al verde/marrone e molto meno limpide di quelle incontrate finora ai Caraibi. Frutto evidente degli immensi fiumi del sud America che riversano enormi quantità di acque in questa parte di mare. Arrivo in una baia a Los Testigos in serata, poco prima del tramonto.

Timorosi per i vari pescatori che condividevano con noi l’ancoraggio, abbiamo passato una notte riposando poco, sempre con il pensiero, rivelatosi poi infondato, che qualcuno potesse salire a bordo durante la notte.
Il mattino successivo partenza per l’isola de La Blanquilla, ad un centinaio di miglia di distanza, passando attraverso il piccolo arcipelago disabitato de Los Hermanos.
Dopo un’ intera giornata senza nessun’ abboccata, arrivati in vista dell’ormeggio si è verificata una doppia partenza delle lenze, con la cattura di una bella coppia di tonnetti.

La Blanquilla si è rivelata una piacevole sorpresa, con uno splendido ormeggio tutto a nostra disposizione, con candide spiagge totalmente disabitate, piene di orme di piccoli di tartaruga appena nati.

Il mattino successivo, poi, siamo stati avvicinati da una barca di pescatori che per due birre e un fondo di bottiglia di un pessimo rum, ci hanno arricchito la cambusa con ottimi crostacei, un vero affare!

La sera partenza per Los Roques, a circa centoventi miglia di distanza.
Arrivo nel primo pomeriggio del giorno successivo. Anche qui non siamo entrati in contatto con la popolazione locale e siamo passati attraverso le varie isolette rimanendo due notti in zona.

Tutto sommato questo noto arcipelago ci ha impressionato molto meno di altri posti meno conosciuti visitati in questi giorni. Note positive dalla pesca:

Passato Los Roques, ci siamo diretti ancora ad ovest alle isole Aves de Barlovento e poi alle Aves de Sotovento.
Grandiosa pesca nel tragitto: un marlin di due metri e venti e una trentina di chili, che ci ha impegnato non poco per issarlo a bordo.

Tre giorni stupendi passati in compagnia di moltitudini di sule e fregate che popolano questi atolli (Aves in spagnolo significa uccelli)

e di una simpaticissima coppia di tedeschi, Udo e Christa del Caroona, nostri vicini di ancoraggio conosciuti per incrementare le bocche da sfamare, vista la pesca miracolosa.
Da qui in poi il menù del Sapito ha incluso per una ventina di giorni le più svariate ricette a base di marlin: da non poterne più!
Passata indenne da guai l’esperienza venezuelana, ci accingiamo a trasferirci nella zona caraibica delle Antille Olandesi chiamate ABC, dalle prime lettere delle isole Aruba, Bonaire e Curaçao, da cui vi terremo informati sulle nostre avventure.
E se volete anche voi entrare a far parte delle avventure del Sapito, contattateci via mail o telefono usando gli indirizzi che troverete nell’apposita sezione del sito.

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Sapito ai Caraibi (2): trasferimento Martinica – Grenadine – Grenada

…e dopo la parentesi in famiglia, Sapito ha iniziato la nuova fase di trasferimenti, che culminerà con il passaggio del Canale di Panama a fine marzo.
I primi giorni in Martinica sono serviti per effettuare alcuni lavori straordinari ai motori ed alle trasmissioni, che hanno comportato l’uscita dall’acqua del catamarano. Visto ciò si è approfittato per alzare la linea di galleggiamento dell’imbarcazione, sempre piuttosto carica.

I nuovi componenti dell’equipaggio si sono imbarcati tra il 9 ed il 16 gennaio,approfittando del periodo di calma per conoscersi ed affiatarsi. Oltre al sempre presente Luca, si sono aggiunti Maria Luisa, già ospite tra agosto e settembre, Giuseppe e Chicca, coppia alla ricerca di una nuova lunga esperienza di vita, e Tiziano, amico della Lega Navale di Castelfranco Veneto, di passaggio per una ventina di giorni di vacanza. Il 18 partenza per il porto di Rodney Bay, nell’isola di Santa Lucia.

Espletate le varie pratiche doganali e di immigrazione, che sono una costante di ogni passaggio da uno stato ad un altro, Sapito si è trasferito a Marigot Bay,

da dove è poi partito per la successiva tappa, nello stato di St. Vincent. La bella isola di Bequia è stata il porto di entrata nel nuovo stato.

Da qui sono iniziati i fruttuosi tentativi dell’equipaggio di procurarsi pesce fresco con la pesca a traina dal tender.

Poi ci siamo spostati a Mayreau bella e semplice isoletta, dove il turismo di massa non è ancora comparso.

Quindi a Tobago Cays, a poche miglia, dove invece le barche sono numerosissime.
Da registrare una potente abboccata in direzione di Tobago Cays: il tutto si è concluso con l’issata a bordo di un brandello di muso di un pesce di discrete dimensioni, frutto dell’attacco di un grosso barracuda che ha approfittato della sventurata preda.

Per fortuna la sera ci siamo rifatti andando a traina con il tender.

Quindi fermata ad Union, con serata divertente al “Lambi’s”, con la sua esplosiva steel band, tipico gruppo di percussioni caraibiche.
Dopo Union, ultima delle Grenadine, l’atmosfera cambia completamente: scompaiono quasi completamente la barche, soprattutto quelle da charter che scendono dalla Martinica, lasciando campo libero ai pochi che si avventurano oltre. Iniziano così gli ancoraggi spesso solitari, ma aumentano anche i timori di subire visite non gradite a bordo da parte di malintenzionati.
La prima isola che abbiamo incontrato è stata Cariacou, graziosa e poco battuta, facente parte dello stato di Grenada. Qui abbiamo effettuato l’entrata (clearance in), per poi trasferirci a St. George, capitale dello stato.
Mille i colori ed i profumi incontrati, in quest’isola considerata una delle capitali mondiali delle spezie, in primis la noce moscata.

Fatta cambusa e gasolio, ci siamo così apprestati ad avventurarci in una zona di navigazione a noi sconosciuta, le isole off-shore del Venezuela, pieni di aspettative, ma anche di timori, dove ci ritroveremo per la prossima tappa.
Ciao dall’equipaggio del Sapito.