La traversata atlantica

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Sapito attraversa l’Atlantico

…e dopo una lunga permanenza nel porto di Mindelo – isola di Sao Vicente, a Capo Verde, Sapito ed il suo equipaggio hanno iniziato a fare sul serio, preparandosi alla prima importante traversata, quella atlantica, con oltre duemilacento miglia da percorrere.
Ma andiamo per ordine: dopo l’ arrivo a Capo Verde, Luca e l’amico Oscar avevano lasciato la barca a Marina Mindelo ed erano tornati in Italia.

Luca ha così potuto passare un breve periodo in famiglia e con gli amici. Poi, procuratosi alcuni pezzi e ricambi per la barca, il nove novembre è rientrato all’imbarcazione.
Da qui è iniziato un periodo di frenetici lavori di sistemazioni, riparazioni e di acquisti per la cambusa,

per poter essere pronti per la partenza per il grande salto verso i Caraibi, fissata per il 25 di novembre. Mindelo a dire la verità si è rivelata posto piuttosto difficoltoso per dei buoni acquisti: prezzi molto alti con poca scelta e scarsa qualità. Nel frattempo man mano arrivavano i vari componenti l’equipaggio:

primo Marco, ingegnere messicano che vive e lavora a Roma, poi il palermitano Valerio, quindi Francesco, ammiraglio spezzino in pensione, per finire con il caro amico Gian Paolo e l’ingegnere vicentino Franco. Equipaggio che si è dimostrato da subito molto affiatato e motivato.
Il 23 novembre, con qualche giorno di anticipo sul programma, Sapito, completato il suo carico con un notevole rifornimento di carburante,

è potuto partire per la grande avventura, coronando il sogno di una vita dei componenti del suo equipaggio.
All’ inizio un buon vento sui venti nodi ha fatto procedere speditamente l’imbarcazione verso la metà, con medie di 135/140 miglia giornaliere, illudendo tutti sulla possibilità di una crociera lampo.

Ma già al terzo giorno le cose sono cambiate, con i venti che si sono prima molto indeboliti, girando poi addirittura in senso contrario. Da registrare la percorrenza minima di 89 miglia, di bolina e contro una discreta onda. Fantastici comunque gli scenari ed i panorami,

con albe e tramonti dagli svariati colori, arcobaleni di una nitidezza mai vista,

alternati a cieli stellati in cui pareva di poter toccare gli astri.

La vita di bordo scorreva lenta e tranquilla, con poche attività che scandivano la giornata: l’issata del gennaker nei mattini di poco vento, la cala delle lenze quando la cambusa lo necessitava, la preparazione dei pasti, oltre a grandi letture ed ascolto di musica, duro riposo

e meditazioni varie.
Da registrare varie abboccate alle lenze, con molte esche strappate, e la cattura di due tonnetti e sei lampughe, oltre ad una mostruosamente grande liberatasi sotto bordo. Molti, inoltre, i pesci volanti raccolti a bordo ogni mattina.

Dopo sedici giorni e mezzo di navigazione, molti dei quali a motore, Sapito ed i suoi prodi sono giunti all’agognata terraaaaa, in quel di Martinica, territorio francese d’oltremare, sbarcando nella grande baia di Le Marin, a sud dell’isola.
Ora qualche giorno di ulteriore preparazione e cambusa, con Sapito che continuerà la sua crociera verso Santa Lucia, St. Vincent e le Grenadine, con la famiglia di Luca ed alcuni amici.