Prime navigazioni di Sapito in Oceano

E come promesso domenica 25 agosto Sapito ha orientato le prue verso le colonne d’ Ercole, sfidando le forti correnti contrarie dello stretto di Gibilterra, di intensità fino a quattro nodi. Incredibile il numero di delfini che ci accompagnavano con allegria nella nostra navigazione.
A bordo si alternavano nella conduzione di Sapito solo Luca e la superstite dei precedenti equipaggi, la “vegliarda ed inossidabile” Maria Luisa.
La navigazione, per la gran parte del tragitto a motore, causa una pressione piuttosto livellata nella zona interessata, si è rivelata facile e nel complesso noiosa.
A vivacizzare le giornate si sono registrate varie abboccate alle lenze a traina, nessuna andata a buon fine a parte finalmente la cattura di un bellissimo tonno di circa 15 kg avvenuta nottetempo e con le vele issate, che ha rallegrato l’ equipaggio e la cambusa.
Oggi venerdì 30 agosto l’ultimo capitolo della traversata con l’ arrivo al Marina Lanzarote nella capitale Arrecife, dopo circa 630 miglia compiute in cinque giorni di navigazione.
Nei prossimi giorni, dopo alcune piccole riparazioni e pulizie varie, Sapito rimarrà da solo ad attende un nuovo ed entusiasta equipaggio pronto per le prossime avventure.

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Vamonos Sapito!!!

Baleari-Gibilterra-Canarie

Dopo le Baleari Sapito entra nella scia di Cristoforo Colombo, atterrando a Puerto de Cabo de Palos, punto di partenza del navigatore genovese verso l’ America.
Qui rimangono a bordo Luca e Maria Luisa, che devono macinare miglia in gran velocità per poter raggiungere prima possibile Gibilterra, base di partenza per la successiva ed impegnativa crociera in oceano, verso le Canarie.
La zona più selvaggia ed interessante di tutta la Spagna visitata si è rivelata l’ impervia e semidisabitata Costa Blanca, che ha visto il culmine del suo splendore nella zona del parco naturale di Cabo de Gata, dove si alternano rocce a strapiombo a deliziose baiette di difficile accesso da terra.
Da rilevare l’ avvistamento di una balena, vari delfini, tonni e pescispada al largo della costa di Marbella, a dispetto della poca naturalezza dei luoghi a terra. E giovedì 22 agosto Sapito arriva alla Rocca di Gibilterra.
Ci fiondiamo al distributore locale a riempire serbatoi e taniche in vista della lunga navigazione per le Canarie, visto l’ incredibile prezzo del gasolio (€ 0,822/lt) praticato nel porto franco della colonia inglese.
Poi grandi lavori di pulizia e di cambusa e la dovuta manutenzione ai motori con il primo tagliando dopo la partenza da Monfalcone.
E domani, domenica 25 agosto, il grande balzo per la più vicina delle Canarie, Lanzarote.

Hola Espana – Baleares

Sardegna-Baleari

Il 12 e 13 agosto Sapito è partito per quella che finora si è rivelata la più lunga tratta di navigazione: Carloforte (Sardegna) – Mahon (Minorca): 200 miglia di calma piatta senza un refolo di vento. Ancora delfini, qualche spada che saltava, ma purtroppo nelle ultime miglia tanta tanta plastica in mare. Questa si è rivelata una spiacevole caratteristica di tutto il Mediterraneo spagnolo, di pari passo con lo scempio che i pur simpatici iberici hanno saputo fare con scientifica costanza anche a terra, con orripilanti costruzioni lungo i pur bei tratti di costa della loro penisola e delle loro isole.
Ma andiamo con ordine: Mahon, bella città con grandi influenze inglesi già dal sedicesimo secolo, si è rivelata una piacevole parentesi in una tutto sommato deludente visita alle Baleari proprio per i problemi sopra citati.
Altro problema che non ha contribuito certamente al godimento delle isole è stato il sovraffollamento di persone e soprattutto di barche che neanche il periodo di ferragosto possono giustificare: un incubo che ci ha fatto scappare da Maiorca velocemente alla ricerca di altri lidi. Da incorniciare alcuni squarci di Ibiza, la selvaggia ed inaccessibile Cabrera, e la bella Formentera, ma brulicante di navi e barche da diporto.

Sapito alla scoperta della Sardegna meridionale

Sicilia-Sardegna

… e dopo la splendida crociera alle Egadi, con un equipaggio numeroso, ma affiatato, Sapito è tornato nello splendido porto di Trapani, ospite ancora della locale sezione della Lega Navale. Qui c’ è stato lo sbarco di sette dei nove componenti ( Luca e Francesco i due reduci) e il contemporaneo arrivo di due nuovi componenti: Pietro, pugliese in pensione, e Maria Luisa, altoatesina ma residente nel milanese, anche lei in pensione dopo una vita da prof. di matematica e fisica.
Il 6 e il 7 di agosto il lungo trasferimento da Trapani a Villasimius, circa 160 miglia di cui le prime 50 a vela, poi a motore. Durante la navigazione vari gli avvistamenti di delfini e di pescispada.
Nella baia di Villasimius il piacevole incontro con gli amici Rodolfo ed Anna del Contigo, con pranzo in compagnia a bordo del Sapito.
Nei giorni successivi spostamento a Porto Teulada per l’ imbarco di Lorenzo, produttore di olio e vino in quel di Toscana e trasferimento nella splendida baia di Porto Zafferano, con piacevole permanenza all’ ancora causa forte maestrale.
Quindi altra navigazione verso la bella Carloforte, interessante enclave genovese nel sud della Sardegna. Ed ora ci aspetterà un periodo di lunghe navigazioni verso le Colonne d’ Ercole. Totale delle miglia accumulate dalla lontana partenza da Monfalcone: 1840

Capodogli alle Egadi

Ancora belle notizie provenienti dalle zone visitate dal Sapito!

capodogli

Avvistati tre capodogli nelle acque dell’Area marina protetta

Tre esemplari di capodoglio sono stati avvistati ieri nelle acque dell’Area marina protetta “Isole Egadi”. Dopo la segnalazione giunta alla sala operativa della Capitaneria di Porto da parte di uno yacht in navigazione da Marettimo a Favignana, la motovedetta CP562 si è portata in zona e ha avvistato tre splendidi esemplari di capodoglio. Si tratta di una specie che da molto tempo non transitava nelle acque delle Egadi. L’avvistamento è stato comunicato all’Istituto zooprofilattico siciliano e alla direzione dell’Area marina protetta. La sala operativa della Capitaneria di Porto di trapani ha subito provveduto ad effettuare un avviso urgente ai naviganti segnalando la posizione dei tre capodogli ad aliscafi, unità commerciali ed unità da diporto invitandoli a prestare attenzione durante la navigazione. Due dei tre esemplari superavano la lunghezza di dodici metri, mentre il terzo era lungo “solamente” sei metri.
La direzione dell’Area marina protetta ha ricordato che esiste un codice di condotta in presenza di cetacei, secondo il quale è individuata una fascia di osservazione, entro la distanza di 100 metri
dagli esemplari avvistati, ed una fascia di avvicinamento entro 300 metri dagli stessi. Non è consentito avvicinarsi a meno di 50 metri dagli animali, né è consentito immergersi e stazionare all’interno di un gruppo di cetacei, separando anche involontariamente individui o gruppi di individui dal gruppo principale. La navigazione è consentita alla velocità massima di 5 nodi, non è consentito l’avvicinamento frontale agli animali e che non è consentito interferire con il normale comportamento degli animali, in particolare in presenza di femmine con cuccioli.
“Si tratta di avvistamenti di grande rilevanza” è stato il commento del direttore dell’Amp Stefano Donati, che aggiunge: “Raccomandiamo ai diportisti di moderare sempre la velocità all’interno dell’Area marina protetta per evitare collisioni accidentali con cetacei e tartarughe marine che, specie nella stagione estiva, sono presenti nelle acque delle Egadi”.
“E’ un evento eccezionale – ha ribadito il vice sindaco di Favignana Vincenzo Bevilacqua – e vedere i capodogli proprio sotto costa è stata una grande sorpresa. Ieri erano a mezzo miglio dallo Scalo Vecchio. L’episodio è il frutto della sinergia e dell’equilibrio creato con l’Area marina protetta che ha favorito la presenza sotto costa dei cetacei”.

Scritto il 19 agosto 2013 da  su Trapani Oggi. Articolo reperibile all’indirizzo http://www.trapanioggi.it/avvistati-tre-capodogli-nelle-acque-dellarea-marina-protetta/

Capodogli-VideoGuardiaCostiera

Sul sito di Repubblica Palermo è disponibile un video della Guardia Costiera: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/08/20/news/tre_capodogli_alle_isole_egadi_ecco_il_video_dell_avvistamento-65038270/

Una crociera nelle isole Egadi a bordo del Sapito

Isole Egadi 27 luglio – 3 agosto 2013.

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La nostra vacanza era programmata già da molto tempo e finalmente, dopo un lungo inverno freddo e piovoso, è spuntato un bel sole e il Sapito ci attende alla banchina della marina di Marsala dove arriviamo a sera inoltrata, seguiti poco dopo dall’amica Giada proveniente da Milano.
Adesso l’equipaggio è al completo, con 9 persone e relativi bagagli distribuiti nelle comode cabine di questa splendida barca, con una zona living molto spaziosa dove sistemiamo l’attrezzatura sub, e quattro cuccette con doppio letto che consentono un’ottima permanenza a bordo.
Sarà una settimana contraddistinta da giornate di sole pieno e accecante, temperature africane e vento modesto, sufficiente comunque a garantire qualche veleggiata con 6-7 nodi di velocità. Le visite a terra non sono mancate, anche se gli approdi non sono semplici in quanto tutto l’arcipelago delle Egadi è stato dichiarato Area Marina Protetta (AMP), le cui norme di tutela ambientale disciplinano severamente la navigazione, la pesca, le immersioni e l’approdo a terra con i natanti.
Favignana è la più estesa e più brulla delle tre isole, con un paese molto vivace e ricco di bar, trattorie e negozi che invitano allo shopping. La costa, a parte un breve tratto, è piuttosto bassa con fondali non particolarmente profondi. All’ingresso del porto si trova l’ex stabilimento Florio delle tonnare di Favignana, oggi completamente ristrutturato e sede di un museo dove sono esposti reperti archeologici provenienti dall’arcipelago delle Egadi.
A Marettimo abbiamo sostato forzatamente per due notti in porto, a causa di un vento improvviso piuttosto teso tendente al rinforzo, che ci ha fatto optare per un ormeggio più sicuro. L’isola è meravigliosa, con coste molto articolate e alte falesie che si gettano a picco su un mare di cobalto.
Nei due giorni di permanenza il mare è sempre stato abbastanza mosso, impedendoci la visita alle tante grotte presenti nell’isola che, da quanto ne sappiamo, sono davvero splendide. Ci siamo comunque immersi con un diving locale che ci ha accompagnato nell’esplorazione di una splendida caverna situata nella famosa “cattedrale”, un muro di parete che da centinaia di metri si riversa in mare regalando un panorama mozzafiato.
L’ingresso è situato ad una trentina di metri di profondità, mentre all’interno, lungo un percorso di circa 120 metri, si possono ammirare magnifiche stalattiti e stalagmiti frutto di un millenario lavoro della natura che non smette mai di sorprendere. Come spesso succede, però, l’eccessiva presenza di subacquei ha causato molta sospensione, disperdendosi nell’ambiente sotto forma di polvere lattiginosa e impenetrabile, rendendo complicate le riprese fotografiche. Si rientra in barca dopo circa 40 minuti, dove ci attende un breve riposo e una provvidenziale pasta alle melanzane seguita da qualche spizzico a base di formaggio, il tutto innaffiato da un ottimo bianco siciliano.
La seconda immersione si svolge nella baia confinante, in quanto il vento soffia ancora sostenuto e le condizioni del mare non sono delle migliori, impedendoci di spostarci in un sito più interessante.
Sul fondo si trovano piccole colonie di gorgonie bianche (Eunicella singularis) e gialle (Eunicella cavolinii) con qualche ramo isolato di Paramuricea clavata, la gorgonia rossa che si distingue per le maggiori dimensioni e il colore rosso vivo delle sue ramificazioni. Qua e là, qualche pesciotto fa la sua timida apparizione per poi rifugiarsi frettolosamente tra i filamenti di qualche posidonia.
Oltre al bellissimo mare, Marettimo riserva ai suoi ospiti un patrimonio boschivo e faunistico davvero prezioso, dove vivono specie rare che in questa terra hanno trovato il loro ambiente ottimale, e tale ricchezza naturale rappresenta una meta imperdibile per gli amanti del trekking, grazie anche a diversi sentieri realizzati dalla autorità forestali.
Da non perdere, ad esempio, la camminata fino al promontorio di Punta Troia, dove sorge un castello recentemente ristrutturato e aperto al pubblico. Il sentiero attraversa una fitta vegetazione di macchia mediterranea e si inerpica lungo la fascia costiera settentrionale, dalla quale si possono ammirare strapiombi e paesaggi spettacolari.
Ovviamente, essendo in territorio siciliano, la cucina è sovrana indiscussa, e qui a Marettimo si mangia bene ovunque. Su consiglio di Luca, per due sere ci siamo tuffati nei fantastici antipasti di un bel ristorante sul mare, vere delizie per i nostri palati a base di melanzane alla parmigiana, sarde fritte, caponata, filetti di pesce marinati, crocchette di patate, zucchine in salsa e fritte, cozze gratinate ecc. ecc. A tutto ciò hanno fatto ovviamente seguito primi e secondi piatti di pesce che non si possono raccontare.
A bordo del Sapito abbiamo circumnavigato un po’ tutte le isole, con un paio di puntate anche a Levanzo che avrebbe forse meritato una visita più approfondita. L’ultimo bagno lo facciamo proprio in una delle splendide baie confinanti col paese, prima di riprendere la navigazione verso Trapani, ultima destinazione prima del rientro verso casa.

Renato La Grassa

Altre foto sul sito dei Vagabondi del Mare:

GalleriaEgadi