C’è un tesoro sotto il mare di Calabria

Venivano dalla Turchia, e forse sarebbero serviti per abbellire qualche edificio delle città dell’Impero romano, forse proprio Roma. Chissà quali fregi, quali colonne e quali pavimenti sarebbero andati a comporre se fossero arrivati a destinazione. Stiamo parlando delle 350 tonnellate di marmi ritrovate al largo della baia di Punta Scifo, in Calabria, esplorate attraverso una campagna di indagini sottomarine messe in atto dall’Università Ca’ Foscari. La scoperta è stata effettuata da un gruppo di studenti dell’ateneo veneziano, coordinati dai professori Carlo Beltrame e Salvatore Medaglia, e le analisi petrografiche e isotopiche compiute da Lorenzo Lazzarini dello IUAV di Venezia, hanno dimostrato sui campioni prelevati che i materiali litici del relitto sono costituiti da marmo proconnesio di due diverse cave dell’isola di Marmara, in Turchia. Un altro tassello di cultura, stavolta sommersa veramente, che si scopre nella penisola, e della quale l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, ha dichiarato l’intenzione di progettare un parco archeologico sottomarino visitabile da sub e per mezzo di barche a fondo trasparente. E a proposito di barche, si stima un “record”, purtroppo non verificabile, per l’imbarcazione che avrebbe trasportato i blocchi: l’ingegnere navale Simone Parizzi, ha calcolato che, in base alla mole marmorea lo scafo non dovrebbe essere stato meno lungo 40 metri, con una larghezza di oltre 14. Una dimensione che collocherebbe questa nave tra le più grandi imbarcazioni che il mondo antico ci abbia restituito, e di cui le 350 tonnellate sarebbero il massimo peso conosciuto per un trasporto di marmi antichi.

Dal sito di Exibart, http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=40531

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Due cannoni del XV secolo recuperati a Le Castella

Bella notizia amici!

(AGI) – Crotone, 16 lug. – I militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e del Comando Provinciale di Crotone, hanno rinvenuto due cannoni petrieri concrezionati, in ottimo stato di conservazione, risalenti al XV secolo. Le attivita’ di recupero, coordinate dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, sono state eseguite grazie al prezioso ausilio del personale dell’area marina protetta “Capo Rizzuto”. I reperti archeologici, in attesa di essere sottoposti ad un ciclo di desalinizzazione, saranno custoditi in idonei ambienti della sede operativa dell’Area Marina Protetta di “Le Castella”. Il ritrovamento, di assoluta importanza scientifica, testimonia, ancora una volta, la ricchezza del patrimonio archeologico sottomarino delle coste calabresi ed e’ frutto della sinergica attivita’ di vigilanza svolta dall’Arma, dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria e dagli enti preposti alla tutela dell’area marina di Isola Capo Rizzuto. (AGI) Ros

Dall’Agenzia di stampa AGI: http://www.agi.it/catanzaro/notizie/201307160942-cro-rcz1008-recuperati_in_mare_a_le_castella_due_cannoni_del_xv_secolo

Sapito a zonzo per la Sicilia Occidentale

E dopo le lunghe tappe di trasferimento da Monfalcone al sud della Sicilia, è ora tempo di oziose pause in placide calette alla ricerca delle nuotate finora impossibili causa il brutto tempo che caratterizza questa strana stagione. Per la verità non è che si crepi ancora di caldo e visto il luogo (Marsala) ed il periodo (luglio) la cosa è pazzesca.
Comunque dopo Mazara del Vallo Luca e famiglia, accompagnati dall’amico Mario e figlia, sono andati a visitare la stupenda isola di Pantelleria, ospiti della cara amica Francesca che li ha accolti nei suoi dammusi di millenaria storia.
La permanenza è stata caratterizzata dal tanto vento che li ha tenuti lontano dal mare ma che ha fatto loro scoprire un’ entroterra fatto di scenari mozzafiato in una natura a tratti aspra e difficile, ma da cui l’abilità umana ha saputo strappare prodotti di eccellenza. Da qui i capperi, le olive e l’olio, l’ origano e le varie erbe odorose, i vini, primo tra tutti il Passito, tutti caratterizzati da profumi inebrianti e unici.
Il rientro verso la Sicilia ha visto l’equipaggio impegnato in una difficoltosa navigazione, causa un forte vento di maestrale che soffiava da giorni, con conseguente mare mosso. Da registrare una forte abboccata alla lenza trainata, con rottura della stessa: sicuramente si è trattato di un tonno di discrete dimensioni. La prossima volta non ci faremo sorprendere, visto che ci siamo muniti di una lenza di dimensioni tali da poterci trainare una barca…
Dopo Pantelleria di nuovo a Mazara del Vallo, quindi giornate alla fonda a Favignana, poi ospiti della Lega navale di Trapani, con la visita della bella città e l’ ascesa alla stupenda Erice, infine Marsala. Da oggi Sapito si svuota, dopo la partenza di Mario ed Angela e lo sbarco della famiglia di Luca, che si trasferisce in terraferma per un periodo di vita da spiaggia.
Nei prossimi giorni sono attesi gli arrivi di vari amici che con Luca gironzoleranno per la bella riserva marina delle isole Egadi.
Appuntamento poi ai primi di agosto, quando si costituirà il primo vero equipaggio di altura, impegnato nel trasferimento alle Baleari e lungo la Spagna con destinazione prima le colonne d’Ercole, poi le Canarie e Capo Verde.
Ciao e a presto.