Vieste-Santa Maria di Leuca

Eccoci quasi al termine della prima tappa.
Dopo aver perso a Vieste gran parte dell’ equipaggio iniziale, con reduci Luca e Marco ed il neo imbarcato Romolo, Sapito ha alternato belle fasi di vela a meno piacevoli smotorate, spesso contro vento, fermandosi per le notti nei porti di Barletta, Mola di Bari, Savelletri, fino a giungere ieri sera a Santa Maria di Leuca. Qui è rimasto solo Luca in attesa dell’ arrivo di Salvatore, amico di Lodi. Da domani il Sapito è atteso da navigazioni impegnative, neanche a farlo apposta contro vento e mare, viste le non favorevoli condizioni meteo. Ulteriori aggiornamenti all’ arrivo a Roccella Jonica.

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Monfalcone-Vieste

Ciao a tutti!

Sapito è giunto a Vieste dopo una navigazione fastidiosa, sempre contro vento e spesso con mare contro. Non abbiamo praticamente mai visto il sole, e nell’ultimo tratto (Vis-Vieste) abbiamo dovuto fronteggiare un mare impegnativo, con punte di vento fino a 37 nodi. Il Sapito (e la ciurma) si sono dimostrati all’altezza della situazione!

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Condizioni meteo a parte, ci stiamo divertendo un mondo! E il cibo è davvero ottimo (grazie Monica per il tuo sughetto: è stato super apprezzato)!

Ecco qualche foto di questo primo tratto del viaggio:

 

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Sapito in navigazione:

Vita a bordo:

I delfini ci salutano:

E sarete finalmente pronti

Prima di arrivare a chiedervi come farete a mantenere i contatti sociali ed affettivi e a continuare a pagare i conti di casa, dovete affrontare tre fasi mentali. La prima è la più lunga e complessa. È anche la meno utile. Dovrebbe essere affrontata e archiviata il più rapidamente possibile. Se potete, in qualità di futuri velisti che traverseranno l’Atlantico, evitate di tormentarvi e perderci il sonno più dello stretto necessario.

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La prima fase è quella in cui, facendo i conti a mente, con penna e carta alla mano, oppure con un foglio di calcolo al computer, fate il bilancio della vostra situazione finanziaria, delle vostre entrate e delle vostre uscite, per rendervi conto di tutto ciò a cui dovrete irrimediabilmente rinunciare a causa del vostro irresponsabile desiderio di interrompere la comoda routine esistenziale che vi siete costruiti, per buttarvi in quella fantasia antisociale che è attraversare l’oceano. Le ore migliori dedicate a questo calcolo complesso e senza soluzione sono quelle che passate al volante della vostra auto in autostrada, fissando pigramente il vostro riflesso nel finestrino del treno, o contemplando l’acqua che scroscia dal rubinetto mentre vi immergete nella vasca da bagno. Le ore peggiori sono quelle in cui la vostra mente non smette di turbinare e vi tiene svegli la notte, o quelle in cui vi svegliate di soprassalto nel cuore della notte, con un brivido che vi fa temere nuovamente di fallire.
Carta e penna non servono veramente in questa fase. I timori che albergano in voi non si possono sommare come numeri. Riempire colonne e righe sulla carta millimetrata non è un’attività che vi distrae dalla fondamentale ma brutale seconda fase mentale. La seconda fase mentale è quell’attimo di completa irrazionalità in cui, finalmente, dite: “ma chissenefrega. Io vado”. Non ci sono giustificazioni per la vostra decisione. Né ci sono calcoli per dimostrare l’impatto che avrà sul vostro futuro. Se avete fortuna, questo attimo sarà come un flash d’ispirazione improvviso e accecante, non più oggetto di analisi o riesami. Se siete meno fortunati, quell’attimo verrà dopo un lungo periodo di esitazione vacillante in cui non sopporterete più di sentirvi un topo e non un uomo, e sarete finalmente pronti.

Da: Traversate atlantiche. La guida del velista, di Les Weatheritt. Addictions-Magenes Editoriale